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Social network: troppo tardi per giudicarli, troppo presto per comprenderli.

Che fine faranno fra cinque o dieci anni? Passeremo il resto della nostra vita a riflettere sui social? No, non credo. Tutto cambia, di continuo, e fare previsioni è sempre un azzardo.


Qui, assieme, cercheremo di scattare una fotografia dei social media e del sistema digital odierno, per coglierne non solo un aspetto tecnico, ma principalmente un orizzonte evolutivo. Non cercheremo il dettaglio, l’approfondimento esasperato, ma per comprendere le dinamiche del web è necessario capirne le dinamiche e guardare negli angoli nascosti della rete.



Sicuramente il mondo dei social ha condotto un enorme rivoluzione al nostro modo di comunicare, ci ha permesso di ampliare le nostre relazioni sociali, di crearci un’identità in rete e di condividere e ricercare informazioni in essa.


L’analisi annuale di We Are Social, una fra le più attese e attendibili ricerche sull’andamento del digitale nel mondo, ci mostra come nel gennaio 2019 il numero delle persone connesse a Internet abbia superato la metà della popolazione mondiale, oltrepassando i 4,3 miliardi e pertanto arrivando a una penetrazione mondiale del 57%. Nel nostro paese, i dati sono ancora più entusiasmanti, registrando quasi 55 milioni di persone online, con 35 milioni di essi attivi sui social network e raggiungendo il 92% di popolazione connessa. Una crescita dell’27% di utenti internet rispetto all’anno precedente.


All’incirca, nel nostro paese, dedichiamo sei ore al giorno ai servizi digitali e sempre di più lo facciamo accedendo da smartphone, oggetto che negli anni è divenuto il primo oggetto che tocchiamo al mattino e forse l’ultimo alla sera prima di coricarci. Un macro oggetto al quale oggi abbiamo affidato numerosi servizi che impattano sulla nostra quotidianità e uno fra tutti proprio la gestione delle nostre relazioni.


Un dato di forte significato che, al fine di comprendere la reale portata della rivoluzione digitale, si deve confrontare con l’attitudine delle persone nell’utilizzo del digitale e come le stesse percepiscano il ruolo della tecnologia.


La stessa tendenza mobile, unita alla sempre più rapida crescita sospinta dalla tecnologia, presto ci ha fatto dimenticare, ad esempio, l’utilizzo dei social da computer fisso. Ore e ore seduti alla scrivania, in un contesto ben delineato (ufficio, casa o altro) e con lo sguardo fisso sul monitor senza distrazioni derivanti dall’ambiente. Oggi è tutto diverso, e l’accesso alle piattaforme social avviene nei luoghi più disparati e nei momenti di tempo libero, nei momenti di attesa e in quelli di svago.


Ma quali sono le attività svolgiamo sui social?

Domanda semplice che prevede tuttavia una risposta complessa, differente per tipologia di social, di device ma soprattutto per sensibilità dell’individuo.


Da alcune ricerche tuttavia si colgono alcuni driver importanti:


Su Twitter (no, non è ancora completamente abbandonato), leggiamo articoli di giornale, news e informazioni. Ai primi posti, da una ricerca di Osservatori.net troviamo i primi segnali di una tendenza che andrà a concretizzarsi negli anni futuri e coinvolgerà questa piattaforma, ovvero l’utilizzo per informarsi e approfondire i maggiori programmi tv. Un dato che ci indica che circa il 40% delle persone ha in mano uno smartphone per svolgere attività correlate a quello che sta vedendo in televisione. Proviamo per un attimo a soffermarci sui programmi televisivi odierni. Quali programmi alimentano la social tv? Talk Show, reality, programmi quali masterchef o x-factor. Format pensati per essere sociali, per essere vissuti non solo con il mezzo televisivo ma anche da mobile, sfruttando quella che è la voglia di partecipare e di coinvolgimento tipica delle persone.


Su Facebook, invece, nel rispetto dei principi alla base del social stesso, leggiamo e osserviamo i post dei nostri amici, dei conoscenti e dei gruppi ai quali siamo iscritti, ma sempre di più viene utilizzato dalle persone per informarsi e approfondire su tematiche di attualità (tendenza che alimenta e motiva il sistema dilagante delle fake news). Un primo segnale di fiducia emerge da un aspetto in lenta crescita: negli ultimi anni stanno aumentando gli utenti che colgono alcuni aspetti della quotidianità sui social, per poi approfondirli sui siti dei quotidiani o siti specializzati.

Che sia giunto il momento nel quale abbiamo capito l’importanza di un’informazione di qualità?


Su Instagram, ad esempio, siamo portati sempre di più alla creazione semplice e veloce di un nuovo linguaggio visuale. Il social stesso, per sua struttura, costringe le persone a raccontarsi e veicolare contenuti esclusivamente tramite elementi visivi, quali la fotografia, l’infografica o l’illustrazione. Un linguaggio semplice ma dal forte impatto, che stando alle ultime tendenze, crescerà molto nei prossimi anni.

Sarà il terreno fertile per la tendenza della data visualization?


Una delle ultime tendenze, tuttavia, riguarda il nostro processo di acquisto. I social non sono più solamente vetrine, ma sempre più diverranno il primo step di selezione di un prodotto per poi arrivare a compiere l’acquisto. Iniziano a coprire delle fasi che prima si attuavano in altri luoghi (vetrina di negozio, centri commerciali ecc…), integrando al loro interno, sempre più, la fase di pre-ordine, tappa fondamentale nel processo di customer journey digitale.


Da semplici piattaforme nate con lo scopo di metterci in relazione, sempre più diverranno portali di ingresso al mondo digitale, pronte a scontarsi per guadagnare la nostra attenzione (e i nostri dati).

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